Pro Loco Felino - Mercoledì, 05 Ottobre 2022

 

Felino 09 - La chiesa

Felino09

 

Don Achille Massari, nato in provincia di Cremona il 26 marzo 1873, fu parroco di Felino dal 1901 al 1924 in anni carichi di tensioni sociali e scontri politici.

Mentre è generoso nelle opere di carità verso gli indigenti, è sospettoso e diffidente coi socialisti, organizzati in leghe per riscattarsi dalle dure condizioni di sfruttamento.

Oltre ai contadini, anche i lavoratori della fornace di San Michelino e delle industrie conserviere e dei salumi sono mobilitati per la riduzione delle ore lavorative e per aumenti salariali. Il mondo cattolico è spaventato dall’avanzata delle ideologie atee, che sostengono la lotta di classe, (non si può non deplorare e non condannare l’odio collettivo- e diremo quasi epidemico- che si tenta di inoculare nelle organizzazioni e nelle rappresentanze delle varie classi contendenti…), e le avversa con determinazione.

A testimonianza del clima pesante che grava sul paese allarmante è il bigliettino che il parroco invia al sindaco il 18 marzo 1907:

L’avverto che domani, festa di San Giuseppe, alle ore 3.30 pomeridiane terrò in chiesa la predica sull’operaio e la religione. Nulla io dirò che sia di offesa ai miei avversari; ma però sapendo che essi fraintendono tutto domanderei alla S.V. che per evitare possibili disordini e perché anche non vengano maltrattati coloro che interverranno di fornire qualcheduno della pubblica sicurezza che presenziasse la funzione.

Altrettanto esemplare è il bigliettino inviato sempre al sindaco il 29 ottobre del medesimo anno.

Stimatissimo Signor Sindaco,

Le notifico che giovedì (1° novembre) alle ore 3 pomeridiane mi porterò in processione al cimitero per la visita ai defunti. Dovendo anche trovarvi colà i parrocchiani di San Michele Tiorre, per precauzione desidererei che ci fossero i Carabinieri.

A San Michele Tiorre era molto attiva la lega dei contadini guidata da Massimino Ravanetti, che stava preparandosi agli scioperi agricoli dei mesi successivi.

Anche per contrastare il diffondersi delle idee sovversive il sacerdote era molto attivo nella pastorale giovanile: aveva fondato il circolo culturale Cristoforo Colombo e una banda di ottoni, che si esibiva anche nei paesi vicini.

Anche per la forte valenza simbolica del campanile all’interno della comunità dei fedeli, volle tenacemente la sua riparazione; oltre al contributo dell’Amministrazione Comunale promosse una sottoscrizione tra i fedeli con parole accorate

il campanile che con la squilla delle sue campane ci rammenta le ore che fuggono, ci chiama a raccolta ai sacri riti, fa appello al popolo nei momenti di sventura o di festa, il campanile che è il primo ad apparire a chi fa ritorno al paese natio, che ricorre al pensiero di chi è lontano…[…]

            Si legge che nei tempi addietro, allorché si ergevano la torri e le chiese che oggi ammiriamo all’appello dei loro pastori i parrocchiani rispondevano con entusiasmo: chi non poteva contribuire con denaro, portava pietre, arena o prestava l’opera sua; era un vanto poter dippoi ammirando i monumenti innalzati dire “Anch’io ho portato la mia pietra” Possa ripetersi altrettanto oggidì.