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Felino: centro agricolo e industriale situato tra le colline che circondano la valle del torrente Baganza

IL NOME

Come riportato anche alla voce “cenni storici” nel sito del Comune di Felino, sull’origine del nome c’è un dibattito mai arrivato ad una conclusione: c’è chi sostiene che derivi da “figulinus”, o “figlinus”, o “figlinus exercère”, ipotizzando una derivazione del nome dal fatto che nel territorio di Felino esistevano fabbriche di laterizi. Altri ritengono che Felino derivi da “Filinum”, il nome di coloro che qui si stanziarono, dopo aver ottenuto in assegnazione parte delle terre emiliane tolte dai Romani ai Liguri tra il 190 e il 183 a.C.

ETÀ ANTICA

Certamente i primi insediamenti umani sono anteriori all’ età romana: gli scavi di Monte Leoni (Barbiano) hanno portato alla luce un’antica abitazione, databile al tempo delle terramare della Provincia di Parma. Nel 1981, durante gli scavi per la costruzione di un salumificio, è stata poi scoperta una villa romana.

MEDIOEVO

Felino fu centro importante in epoca medievale, come testimonia la presenza del Castello. Costruito nell’ Alto Medioevo per volere del Marchese Luppone, divenne nel tempo proprietà di alcune delle più importanti famiglie: Rossi, Sforza, Pallavicino, Farnese. Il castello ebbe il periodo di maggior splendore al tempo dei Rossi.
Nel 1454 Donella Rossi, figlia di Pier Maria, sposò Giberto III Sanvitale. Donella, che nella sua infanzia aveva visto suo padre impegnato nella costruzione di tanti castelli nel territorio intorno a Parma, fu preziosa consigliera del marito nella costruzione della Rocca di Sala. Quando, nel 1482, le vicende politiche del tempo portarono Giberto lontano da Sala e Pier Maria Rossi rivolse le sue armi contro la rocca di Sala, Donella la difese al punto di ferire a morte con un colpo d’archibugio lo zio Amuratte Torelli che fu poi portato a morire nel castello di Felino.

ETÀ MODERNA

Il 20 giugno 1764 fu nominato Marchese di Felino Guillame Du Tillot e gli vennero affidate le terre di Felino e San Michele Tiorre. Du Tillot era a Parma come consigliere di Filippo di Borbone, al quale era stato raccomandato da Luigi XV di cui Filippo era genero. Du Tillot divenne poi Intendente Generale della Casa, Ministro dell’ Economia Pubblica e degli Affari Asteri, infine, nel 1759, Primo Ministro. Felino fu teatro della love-story, vera o presunta che sia, del Marchese Du Tillot con la
bellissima Marchesa Anna Malaspina della Bastia. Nel 1775 la proprietà passò ai vescovi di Parma Nel 1806 Felino divenne Comune autonomo e, in età napoleonica, fino al 1814, fece parte del Dipartimento del Taro. Durante il periodo del governo di Maria Luigia e dei Borboni Felino era governato da un Consiglio degli Anziani che, nel 1859, dopo la Seconda Guerra di Indipendenza, decise l’ annessione al regno di Sardegna.

Chi volesse approfondire le sintetiche informazioni che qui e in altre parti del sito vengono fornite, potrebbe consultare l’opera di Marco Pellegri “Il castello di Felino nella storia e nell’ arte” edito nel 1950 a cura dell’Amministrazione Comunale, da cui abbiamo ricavato parte delle notizie suesposte.

ARALDICA

STEMMA: Partito semitroncato: il PRIMO, di azzurro, alla torre d’oro, murata di nero, coperta di rosso, finestrata di sei, di nero, cinque in fascia sotto il tetto, una nel corpo della torre, chiusa dello stesso, fondata sulla pianura di verde; il SECONDO, cinque punti di argento equipollenti a quattro di rosso; il TERZO, di rosso, alla banda scaccata di argento e di azzurro di due file e di ventidue pezzi. Ornamenti esteriori da Comune.

GONFALONE: drappo partito di rosso e di azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni argentati. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.